domenica 03/08/2008 - 20.31

Monte Cevedale (3769m)

Era già parecchio tempo che volevo cimentarmi in una salita di tipo alpinistico e la proposta di Matteo Schena, di affrontare l'ascesa al monte Cevedale, è stata da me accolta con molto entusiasmo. A dire il vero non sapevo cosa aspettarmi; sapevo che con noi sarebbero venuti anche alcuni bambini, tra cui due di 5 anni e prevedevo un percorso corto e facile, ma l'emozione di affrontare un ghiacciaio, con i ramponi ai piedi, mi scatenava dentro una piacevole agitazione. E così in 18 (dovevamo essere in 20, ma alla fine Renato e sua moglie hanno rinunciato all'ultimo momento) abbiamo effettuato i preparativi. Io ho portato con me lo stretto necessario, ma avevo comunque uno zaino strapieno e stra pesante. Dopo aver noleggiato i ramponi e preparato l'immancabile merenda ero pronto per la mia avventura. Alle 15.15 siamo partiti a piedi, dopo aver caricato su una jeep tutti gli zaini (che fortuna!), diretti in val Cedec. Primo traguardo è stato il rifugio Pizzini, che abbiamo superato senza fermarci. Abbiamo raggiunto la partenza della funicolare (che ha portato fino al rifugio Casati tutti i nostri zaini) dopo poco. A quel punto è cominciata la salita impegnativa, su un sentiero piuttosto ripido, che ci ha permesso di passare da quota 2700m del rifugio Pizzini a quota 3200m del rifugio Casati. Abbiamo raggiunto il Casati alle 17.30 e dopo una piccola merenda, abbiamo occupato le nostre camere. La cena alle 18.30 a base di pasta al pomodoro, polenta e spezzatino e budino. Una piccola riunione per definire alcuni particolare per la mattinata seguente e tutti a letto. Il sonno non è stato dei migliori, a quella quota è difficile riuscire a dormire, ma comunque abbiamo riposato fino circa alle 6.00. Colazione abbondante e pronti per la partenza. Tutti abbiamo indossato imbracatura e ramponi e con l'aiuto di Matteo e Dario, abbiamo realizzato le cordate: 3 da 6 persone. Mentre noi ci stavamo preparando, abbiamo assistito alla partenza di diverse cordate. La giornata era splendida e molti ne hanno approfittato. Seguendo il percorso segnato sulla neve del ghiacciaio, abbiamo realizzato i primi passi, con una temperatura piacevole, anche se non estiva per la quota. Il primo tratti molto facile, ci è servito per prendere confidenza con il nuovo "terreno". L'ultimo tratto è stato invece più impegnativo, con una pendenza più importate e con un po' di traffico trovato sul sentiero di ghiaccio, in quanto le prime cordate, partite presto dal rifugio, erano già di ritorno. Più ci alzavamo di quota e più delle fastidiose nuvole ci avvolgevano e ci hanno impedito di goderci il panorama. Dopo circa 3 ore abbiamo raggiunto la cima. Una meritata merenda e le foto di rito ci hanno permesso di riprendere fiato e poi giù per la stessa strada della salita. Il rientro alla Casati è stato tranquillo e da lì siamo discesi fino al rifugio Pizzini, dove un bel te e una fetta di strudel ci ha dato le forze per raggiungere il parcheggio dei Forni, dove avevamo lasciato le macchine. Uno splendido week-end per la gita, il panorama e la splendida compagnia. Grazie a tutti. Qui potete trovare il tracciato dell'ascesa e qui e qui la photo gallery.
Leggi anche i post dei compagni di uscita, su Bergheil e BravoItalia.

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